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Cosa fare quando arriva il fratellino

Uno dei momenti più stressanti della vita di un bambino è di certo rappresentato dall’arrivo di un fratellino o di una sorellina. E non è giusto pensare che i bambini e le bambine non soffrano lo stress e l’ansia: sono esseri umani e come tali provano queste emozioni universali, con l’aggravante di non saper dare esattamente un nome a queste sensazioni che li scombussolano. Ecco perché è giusto non prendere sottogamba il nervosismo, i pianti, le domande e i “capricci” senza senso. Non sono capricci, ma tentativi di comunicare ai genitori il proprio malessere.

Questo malessere, tuttavia, può essere alleviato in maniera pacifica, serena e graduale, ascoltando i bambini e mettendo in atto dei comportamenti che renderanno l’arrivo del fratellino o l’arrivo della sorellina un passaggio piacevole, naturale ed emozionante.

Cosa fare quando arriva il fratellino: come affrontare l’arrivo di un fratellino o di una sorellina con i bimbi più grandi

Innanzitutto una cosa da non fare, ovvero sminuire: evitiamo frasi come “Ma dai, ma sarà bellissimo!”, “Ma perché ti lamenti, perché piangi? Vedrai che quando arriverà andrà tutto bene”, “Finalmente sarai un fratello maggiore/una sorella maggiore, cosa vuoi di più!”. L’arrivo di un fratellino è per un bambino una cosa sconosciuta e paurosa. I meccanismi che si mettono in atto nella testa, quindi, non sono da sminuire, ma da accogliere e ascoltare.

Per prima cosa, quindi, prima dell’arrivo del fratellino parliamone, cercando di sottolineare le cose positive ma soprattutto cercando di ascoltare i bambini, chiedendo loro cosa gli faccia paura. La gelosia? I cambiamenti? Il fratellino che piangerà e che non lo lascerà dormire? Non sono cose da poco, e parlarne è davvero utile, perché toglie un peso senza nome dal petto. Piano piano, poi, se ne parlerà gradualmente, rendendo la situazione sempre meno paurosa. 

I libri da leggere

Possiamo poi leggere libri dedicati all’arrivo di un fratellino, come “Lupetto diventa fratello maggiore” (https://www.amazon.it/Lupetto-diventa-fratello-maggiore-colori/dp/8858017145/ref=sr_1_2) o “Quando arriva un fratellino” di Nicoletta Costa (https://www.amazon.it/Quando-arriva-fratellino-Ediz-illustrata/dp/8860790271/ref=sr_1_8), o, ancora, libri per superare le paure, come “Mi vorrai sempre bene mamma?” (https://www.amazon.it/vorrai-sempre-mamma-Ediz-illustrata/dp/8865321512/ref=sr_1_4).

Coinvolgiamo i bambini

Una cosa estremamente utile dopo l’arrivo del fratellino è coinvolgere i bambini nella cura del nuovo arrivato. Il bagnetto, il biberon, la nanna, il cullarlo, cambiare il pannolino… In base all’età del bimbo più grande possiamo scegliere cosa affidargli (supervisionando sempre), facendo sentire al bambino la responsabilità e favorendo allo stesso tempo il legame tra i fratelli, che passa anche dal contatto corporeo.

Il coinvolgimento, in ogni caso, è qualcosa che possiamo proporre fin dalla gravidanza, in modo da non arrivare a pie’ pari al momento dell’arrivo del bebè in casa senza preavviso. Lasciamo che i bimbi suggeriscano nomi, che scelgano i peluche, che aiutino con l’arredamento della cameretta…

Evitiamo altri cambiamenti

Nel momento della nascita del nuovo fratellino il bambino ha tantissimo che gli passa per la testa e le emozioni sono forti, sconosciute e difficili da gestire (anche se non lo da a vedere). Se è nell’età dello spannolinamento, dell’abbandono del ciuccio o di altri grandi cambiamenti di vita, anche quotidiani, cerchiamo di ritardare il momento, scegliendo un momento più tranquillo e nel quale potrà tornare ad essere protagonista.

La floriterapia, lo yoga e la meditazione per bambini

Possiamo quindi affidarci anche alle terapie naturali e senza controindicazioni, come la floriterapia, che sfrutta i poteri dei Fiori di Bach per trasformare le paure del bambino in qualcosa di costruttivo. 

Anche lo yoga per bambini e la mindfulness per bambini sono un’ottima idea: concentrarsi sul respiro e sui pensieri è utilissimo per tutti i bambini, ma soprattutto per quelli che stanno affrontando cambiamenti e che devono imparare ad ascoltare e accettare le proprie emozioni.

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