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Secondo trimestre di gravidanza

Il secondo trimestre di gravidanza è quello caratterizzato essenzialmente dal benessere psicofisico della mamma e dal comparire dei primi segni visibili della gestazione: un periodo privo dei fastidi delle nausee mattutine, senza ancora il peso del pancione enorme, durante il quale la futura mamma può concentrarsi sul presente e sul futuro.

Il secondo trimestre di gravidanza: cosa accade al corpo della mamma e al bambino nella pancia dal quarto al sesto mese di gestazione

Il secondo trimestre di gestazione sono i mesi centrali della gravidanza, ovvero il quarto, il quinto e il sesto mese di gestazione. Si è usciti dal periodo più “pericoloso”, quello dei primi tre mesi, durante i quali molti futuri genitori tendono a non dare la notizia ai propri cari. Il rischio di aborto spontaneo, infatti, diminuisce moltissimo dopo la dodicesima settimana, ed è per questo che la mamma, libera (nella maggior parte dei casi) anche dalle nausee mattutine, può cominciare a godersi appieno la gravidanza.

Come cresce il bambino nel secondo trimestre?

Durante questi tre mesi (dalla tredicesima alla ventisettesima settimana) il bambino passa dalla dimensione di un pompelmo a quella di una grossa papaya (circa 1000 grammi), coprendosi di lanugine e sviluppando le unghie, le ciglia e le sopracciglia. Comincia anche a percepire i rumori esterni e a sviluppare la vernice caseosa, un rivestimento di patina che lo ricoprirà per proteggere la cute, ancora delicatissima.

Alla fine della ventisettesima settimana, entrando quindi nel terzo trimestre, il bambino avrà quindi sviluppato la pelle (sempre più opaca) e tutti gli organi interni.

Cosa accade alla mamma dal terzo al sesto mese di gestazione? 

Dal canto suo la mamma, superati i primi mesi in cui il corpo si assestava, comincia ora a vedere crescere la pancia e, dalla diciottesima settimana circa, a sentire i primi piccoli movimenti del bebè. Crescendo però il pancione sono altri i piccoli fastidi percepiti, come ad esempio il fiato più corto per l’aumento del peso e per l’utero che preme sul diaframma.

Sono questi i mesi in cui si crea la simbiosi tra la mamma e il bambino: nei primi mesi la gestante ha imparato ad ascoltare il proprio corpo e ha trovato un suo ritmo e delle sue abitudini, cercando armonia e serenità e adeguandosi ai bisogni del bambino, rallentando in certi momenti e cercando sempre il contatto (fisico e mentale) con il nascituro.

I movimenti del feto

Parlando dei movimenti del bambino, questi sono i mesi in cui la donna comincia a percepire i primi “calci”. Non c’è una data esatta: dipende da tanti fattori, come la posizione della placenta o il numero di bambini già portati nell’utero. Anche i movimenti del feto sono unici: la frequenza, la durata e l’intensità variano da bambino a bambino e la mamma saprà riconoscerli familiarizzando con essi nel corso dei mesi che restano al parto, dal momento che dall’inizio della percezione i calcetti e i movimenti la accompagneranno ogni giorno.

Quando particolarmente fastidiosi, questi movimenti del bambino potranno essere alleviati trovando la propria personale posizione. C’è chi li avverte meno sdraiandosi su un fianco e chi trovando una posizione comoda, chi facendo una doccia. Viceversa, quando non li si sentirà per qualche ora sarà possibile stimolarli e “chiamarli”, di nuovo attraverso particolari posizioni che la mamma saprà piano piano riconoscere come efficaci.

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