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Come coinvolgere il papà in gravidanza

I futuri papà gioiscono quando il risultato del test è positivo, sono impazienti di comunicare la notizia ad amici e parenti ma la maggior parte, dopo la forte emozione iniziale, sono, loro malgrado, solamente spettatori commossi di ciò che accade. Sentirsi coinvolti è davvero difficile e per le future mamme è complicato riuscire a trasmettere le sensazioni che si provano nel sentire una vita crescere dentro di sé, con i cambiamenti che questo comporta. Come rendere più partecipe il futuro papà? 

Come coinvolgere il papà in gravidanza: i segreti per rendere partecipe il futuro papà

Una buona abitudine è quella, quando possibile, di partecipare insieme alle visite con il ginecologo e l’ostetrica. Insieme si possono preparare le domande da porre ai medici o agli esperti, in modo da sfruttare al meglio ogni incontro.

In gravidanza la collaborazione è fondamentale, e diventerà ancora più importante una volta nato il bambino: sarete una squadra, in cui ognuno completerà l’altro in vista di un obiettivo comune.

Molti corsi preparto creano occasioni di incontro per i futuri genitori e gruppi di incontro per i papà, che possono così condividere insieme pensieri e paure.

Chiedere aiuto per non dimenticare gli appuntamenti, progettare e realizzare insieme lo spazio che accoglierà il nuovo nato, organizzare tutto quello che è necessario per l’arrivo del bambino sono tutte possibilità che apriranno alla condivisione di questa straordinaria avventura.

È importante che la comunicazione sia continua, serena e che non sia limitata all’uso delle parole ma che sia fisica, con scambi di coccole e carezze.

Non solo le cose belle, ma anche le paure e i timori devono esser affrontati insieme. 

I futuri papà possono sentirsi impauriti nell’affrontare il momento di passaggio che la coppia si trova a vivere. A volte è la lontananza emotiva, altre il senso di inadeguatezza: anche per gli uomini il periodo della gravidanza è caratterizzato da un’altalena tra sensazioni ed emozioni forti.

La condivisione delle proprie fragilità, oltre che della felicità, aiuta a rafforzare il rapporto di coppia e favorisce il passaggio verso la famiglia che sarà.

Un passaggio lungo nove mesi durante i quali la mediazione materna è ciò che consente al papà di percepire e di vivere il bambino. 

È fondamentale quindi che il papà venga coinvolto, non solo durante la gravidanza, ma anche subito dopo il parto e che, dopo la nascita del bambino, la nuova mamma trovi insieme a lui, il tempo da dedicare alla coppia: farà bene non solo al papà ma anche a lei stessa.

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