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Yoga in gravidanza: il secondo trimestre

A differenza del primo trimestre, durante il quale la mamma dovrebbe evitare posizioni troppo impegnative e, anzi, preferire il riposo (per evitare il distacco della placenta e lasciare che il feto si annidi al meglio), nel secondo e nel terzo trimestre la pratica dello yoga in gravidanza diventa un validissimo alleato per il benessere e per la preparazione al parto. 

Non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello mentale e respiratorio.

Yoga in gravidanza, il secondo trimestre: i benefici dello yoga dalla tredicesima alla ventiquattresima settimana di gestazione e gli accorgimenti per praticarlo

I benefici dello yoga nel secondo trimestre di gravidanza

Il secondo trimestre di gravidanza è tendenzialmente quello più piacevole. Passati i fastidi dei primi tre mesi (durante i quali i cambiamenti ormonali repentini e il senso di nausea molto frequente rendevano le giornate a volte faticose), la mamma prova un certo benessere, in vista del terzo trimestre (in cui compariranno invece i problemi dati dal peso del pancione che aumenta sempre di più).

È questo, dunque, il periodo in cui fare incetta di benessere anche dal punto di vista articolare e muscolare, in vista delle ultime settimane di gestazione e soprattutto preparandosi al parto, che metterà a dura prova il fisico. Lo yoga, allungando i muscoli, sollecitando le articolazioni e allenando il respiro, è quindi molto consigliato.

I problemi che potrebbe provocare lo yoga

L’unica attenzione da porre sulla pratica è quella sul respiro e sull’intensità: respirare a fondo potrebbe (più che nei periodi “normali”) fare provare un senso di giramento di testa, a causa dei cambiamenti e soprattutto a causa del volume del sangue, che pesa maggiormente per supportare il feto e la placenta. Circola quindi più velocemente e i battiti aumentano. Ascoltare quindi il proprio corpo è fondamentale, senza andare oltre.

Anche il metabolismo durante la gravidanza cambia, e per questo a volte ci si potrebbe trovare con un livello di zuccheri più basso del previsto (con la conseguenza, di nuovo, di avere la sensazione di giramento di testa e di senso di svenimento). Prima di fare yoga, quindi, è sempre consigliato mangiare qualcosa di leggero (un’ora prima, circa) e di bere molta acqua, aumentando in generale le proteine nella propria dieta (sotto controllo del medico e del ginecologo, che sapranno indicare l’alimentazione più adatta in base alla storia clinica).

Lo yoga da praticare tra la tredicesima e la ventiquattresima settimana di gravidanza

In questi mesi, lo yoga più adatto è lo Hata Yoga, ovvero quello più fisico e “sportivo”, da praticare però in centri (o seguendo corsi online) che siano specializzati sulla gravidanza, in modo da assumere posizioni consigliate e non pericolose. 

Rispetto a quando non si è incinte, infatti, c’è da praticare uno yoga più dolce, sostituendo le posizioni più difficili e sollecitanti con altre più semplici ma che allo stesso tempo apportino gli stessi benefici alla colonna vertebrale, ai muscoli e alle articolazioni.

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