Come conservare le cellule staminali del cordone ombelicale

Quando si parla di cellule staminali, non sempre si tratta di quelle embrionali, che a livello morale ed etico fanno paura perché, per estrarle, è necessario distruggere l’embrione. Le cellule embrionali sono cellule potenti e dall’alta capacità proliferativa, ma non sono le uniche. Ecco perché è possibile affidarsi a quelle del cordone ombelicale, diverse ma comunque potenti ed efficaci, dall’altissimo potenziale. 

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, quindi, è una scelta intelligente, semplice e preziosa per il futuro, per avere sempre a disposizione cellule staminali per la cura di una vasta gamma di malattie. 

Come conservare le cellule staminali del cordone ombelicale: tutto ciò che dobbiamo sapere sulla conservazione del sangue cordonale

L’importanza delle cellule staminali cordonali

Il sangue cordonale viene estratto proprio dal cordone ombelicale del neonato (che fino a poco tempo fa veniva solo gettato come rifiuto biologico) e contiene moltissime cellule staminali emopoietiche pluripotenti e ancora non specializzate, dall’alto potere rigenerativo e capaci di trasformarsi in cellule del sangue e del sistema immunitario. Le cellule staminali del cordone ombelicale servono dunque essenzialmente a curare molte malattie, tra cui quelle del sangue e del sistema immunitario, così come i linfomi, le leucemie, le talassemie, i difetti metabolici e le immondeficienze. 

Conservandole è possibile quindi assicurare per il futuro una riserva di cellule terapeutiche che potrebbero salvare la vita del proprio bambino o di un familiare compatibile, senza dover ricorrere a trapianti di midollo dolorosi, difficili e spesso soggetti a rigetto. 

Come conservare il cordone ombelicale

Le opzioni, quando si parla di conservazione del cordone ombelicale, sono due: o donarle (rivolgendosi al reparto di ginecologia e ostetricia del proprio ospedale) o conservarle privatamente, affidandosi a dei laboratori e cliniche che si occupano del bancaggio di queste cellule, come ad esempio Swiss Stem Cells Biotech (la prima struttura svizzera ad offrire un servizio privato per la conservazione), che separa e preserva le cellule staminali del cordone raccolto alla nascita in ospedale.

Il prelievo è indolore, privo di qualunque rischio e molto veloce: semplicemente, i medici raccolgono il sangue contenente le cellule staminali attraverso una puntura sul cordone ombelicale (quando questo è già stato tagliato), ottenendo una piccola quantità di sangue. 

Dopo averlo raccolto (attraverso un kit messo a disposizione dei genitori da SSCB e affidatoal personale di sala) e aver proceduto con il ritiro da parte di un corriere dedicato che porterà il cordone al laboratorio, la banca crioconserverà il sangue e il tessuto con le sue cellule staminali, rendendole disponibili per i trattamenti futuri (per il bambino o per un familiare compatibile, in età pediatrica o adulta). 

Queste cellule staminali saranno quindi di proprietà esclusiva di chi le ha depositate e immediatamente ritirabili in qualsiasi momento. 

L’altra opzione: la medicina rigenerativa

Meno invasiva, più efficace e con risultati più duraturi è la medicina rigenerativa, nuova branchia medica che sfrutta il potere rinnovatore delle cellule staminali per rigenerare cellule, tessuti e organi. Sia la medicina clinica che quella estetica possono dunque oggigiorno ricorrere alle cellule staminali piuttosto che alle classiche operazioni chirurgiche, molto più invasive e pericolose. 

Nel caso dell’ortopedia, ad esempio, l’iniezione di cellule staminali può rigenerare le cartilagini e le ossa, risolvendo i problemi di artrite, artrosi, osteoartrosi e lesioni articolari.

Al posto di lifting, operazioni di chirurgia plastica, tossina botulinica e laser, invece, i pazienti che vogliano migliorare il proprio aspetto – tonificando la pelle, eliminando le rughe e rimpolpando certe zone del viso e del corpo – possono ora contare su trattamenti che non stirano la pelle e che non la intaccano, ma che al contrario rigenerano naturalmente le cellule e i tessuti, con risultati molto più duraturi.

La medicina rigenerativa applicata all’estetica, di fatto, permette di non usare sostanze sintetiche o farmacologiche, ma solo cellule già presenti nell’organismo del paziente (che è donatore e ricevente), che grazie alla loro capacità di auto-rinnovarsi e di “diventare” tessuti e cellule riparano, rigenerano e ringiovaniscono la pelle. 

Al posto del lifting e del botox, quindi, ormai è sempre più consigliato il trattamento con cellule staminali che riattivano la produzione di elastina e collagene dall’interno, per risultati visibili, duraturi e davvero soddisfacenti.

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