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Giornata mondiale della Prematurità, la vicinanza del Papa

Il 17 novembre di ogni anno si celebra la giornata mondiale della prematurità, ventiquattr’ore dedicate al tema dei bimbi nati prematuri per sensibilizzare, per informare e per esprimere vicinanza a chi è passato o sta passando per questa strada. 

Anche il Papa, figura di pace e di dialogo al di là del proprio credo religioso, ha espresso la sua vicinanza con parole profonde e importanti.

Giornata mondiale della Prematurità, la vicinanza del Papa: le parole del pontefice per riflettere sul tema dei nati prematuri

Un bambino su dieci nasce prematuro: un dato scioccante, se non si conoscono le statistiche. Eppure è così, ed è per questo che esiste una giornata mondiale per parlarne. La Società Italiana di Neonatologia, quindi, vuole oggi porre i riflettori su questo tema, mettendolo in relazione con l’emergenza Covid, che non deve oscurare il bisogno di aiuto che le famiglie dei nati prematuri necessitano.

“Anche a nome del Santo Padre Francesco”, ha dichiarato l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia Pro Vita, “incoraggio i medici e tutto il personale sanitario impegnato in queste importanti cure a proseguire nella loro missione, espressione fedele e concreta del servizio alla vita nascente, specialmente la più debole e la più fragile”. 

Papa Francesco, dunque, è vicino ai neonati pretermine, ai loro genitori e alle loro famiglie, nonché ai neonatologi impegnati nella difesa della vita. Oltre a queste parole e alla preghiera, ha espresso la sua posizione con un messaggio inviato al Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) Fabio Mosca in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità che si celebra il 17 novembre.  

“Prego il Signore per tutte le mamme e i papà che stanno affrontando queste prove con i loro neonati prematuri, e per i pediatri e gli infermieri che lavorano nelle Terapie Intensive Neonatali che, con le loro competenze, con grande dedizione e cure amorevoli assistono quotidianamente questi bambini più fragili, aiutandoli a superare le difficoltà legate alla nascita prematura, anche quando presentano gravi patologie che mettono a rischio la loro stessa vita. In un momento storico in cui nascono sempre meno bambini, i pediatri e gli infermieri diventano autentici collaboratori di Dio, assieme ai genitori e alle famiglie intere, nel grande progetto della vita”.

“La vicinanza e il sostegno del Santo Padre attraverso la voce autorevole dell’Arcivescovo Paglia”, ha risposto Mosca, “è un segnale di attenzione e di riconoscimento verso i neonati prematuri, ma anche di incoraggiamento, che ci sprona a continuare sulla strada intrapresa in questi anni e a far sempre meglio. 

L’attuale emergenza sanitaria sta catalizzando tutte le energie, ma ben presto ci troveremo a dover fare i conti con l’altra grande piaga di questo secolo per il nostro Paese, la denatalità. Mi auguro che, insieme alle priorità dovute alla pandemia, le Istituzioni adottino urgentemente un piano organico di misure e incentivi a sostegno della genitorialità, che metta concretamente la famiglia e i neonati al centro del futuro”.

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