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Citrobacter a Verona, le dichiarazioni della Società Italiana di Neonatologia

La tremenda notizia degli ultimi mesi riguardo ai decessi dei neonati per infezione da Citrobacter presso l’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona ha fatto il giro d’Italia. A questa è seguita la sospensione del primario dott. Paolo Biban.

La SIN, Società Italiana di Neonatologia, è fin dal primo momento vicina alle famiglie di tutti i neonati deceduti a seguito dell’infezione presa proprio nell’ospedale veronese, ma in questo caso ci tiene a sottolineare il sostegno al neonatologo Paolo Biban, a loro parere immotivatamente sospeso.

Citrobacter a Verona, le dichiarazioni della Società Italiana di Neonatologia: perché il dott. Biban dovrebbe tornare in servizio

La SIN, Società Italiana di Neonatologia, ha diffuso in questi giorni un comunicato in cui ribadisce il sostegno al neonatologo Paolo Biban, Primario di Pediatria presso l’ospedale della Donna e del Bambino di Verona. L’Azienda sanitaria ha infatti disposto la sospensione del medico, ma alla luce della relazione dei Commissari del Ministero della Salute sui decessi dei neonati per infezione da Citrobacter la SIN ritiene che questa sospensione vada revocata.

Questa relazione inviata il 4 settembre, infatti, ha messo nero su bianco le criticità organizzative che hanno portato ai tragici eventi e da essa emerge “la mancanza di una forte “governance” della struttura sanitaria da parte dei vertici della Direzione aziendale nelle sue diverse espressioni, tale da non favorire la definizione di un piano chiaro di integrazione tra le diverse strutture aziendali che si occupano di infezioni correlate all’assistenza (…) e conseguentemente di mettere in atto le dovute e immediate azioni di contenimento e miglioramento”.

“Il punto nodale della vicenda”, fanno quindi sapere dalla Società Italiana di Neonatologia, “è costituito dal grave ritardo da parte della Direzione ospedaliera ad adottare con immediatezza tutte le misure necessarie al contenimento dell’infezione e al miglioramento della condizione generale del reparto, come emerge da diversi atti che hanno spinto l’Ordine dei Medici di Verona a parlare di ‘un rimpallo di responsabilità’, attuando ‘una vera e propria caccia al colpevole’ incentrata direttamente sul personale sanitario, sino a giungere alla sospensione del Dott. Paolo Biban. 

Dalla visita ispettiva svolta dai Commissari Ministeriali emerge una realtà ben diversa da quella prospettata dalla Direzione ospedaliera secondo cui il Direttore Generale dell’Ospedale di Verona (Dott. Francesco Cobello) ‘ha ripetutamente rappresentato di essere venuto a conoscenza dell’infezione da Citrobacter Koseri solo a partire dal mese di maggio’. In realtà, ‘il Direttore Generale era informato già dal 6 dicembre 2019 della presenza di almeno un caso relativo alla neonata poi trasferita al Gaslini’. Quindi la Direzione Generale era informata della infezione in corso e, ciò nonostante, ha omesso di avvisare immediatamente l’Azienda Zero e, conseguentemente, ha gravemente tardato nella adozione delle misure necessarie a fronteggiare la situazione”.

In sostanza, secondo la SIN, “l’organizzazione complessiva dell’Ospedale e i meccanismi di funzionamento sono compiti, non delegabili, della Direzione Generale ed ogni carenza, disservizio e ritardo, andranno a lei imputati”.

Ciò non significa, dunque, mancare di rispetto ai genitori dei neonati deceduti. Anzi. Significa andare oltre la caccia al singolo colpevole, trovando la verità una volta per tutte.

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