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La trentacinquesima settimana di gravidanza

La trentacinquesima settimana di gravidanza rappresenta l’ingresso nel nono mese di gestazione: un bel traguardo, che porta i futuri genitori sempre più vicini al momento dell’incontro con il proprio bambino. 

La valigia dell’ospedale pronta, la cameretta quasi terminata: ora è il momento di godersi gli ultimi periodi con il pancione, senza stress e coccolandosi.

La trentacinquesima settimana di gravidanza: cosa accade nel pancione durante la trentacinquesima settimana di gravidanza

La mamma nella trentacinquesima settimana di gravidanza

Sono, queste, le ultime settimane che la mamma passerà con il pancione. Ecco perché è giusto, oltre a prepararsi al meglio, godersi in tranquillità e serenità questo periodo, per quanto possibile. Non solo per una questione di sentimenti, per connettere con il proprio bambino, ma anche per un fatto di salute: lo stress, soprattutto negli ultimi mesi, non fa per niente bene al feto.

Detto questo, i fastidi sono normali: l’utero che preme sulla vescica provoca un po’ di incontinenza, il respiro è corto, la stanchezza è tanta… E le contrazioni di Braxton Hicks continuano a farsi leggermente sentire.

Il bambino

Siamo entrati nel nono mese di gravidanza e il bambino è pressoché formato, con gli alveoli nei polmoni che possono espandersi, i reni che lavorano, l’intestino pronto a processare il cibo e il sistema nervoso che continua a svilupparsi creando le sinapsi (connessioni) che faranno sì che avvengano le reazioni agli stimoli esterni.

In tutto questo, anche l’aspetto continua a delinearsi: la pelle sta sviluppando il grasso sottocutaneo, la vernice caseosa pian piano diminuisce e i suoi lineamenti sono quasi identici a quelli che avrà al momento del parto. 

Parto che non è poi così lontano: mancano cinque settimane circa e, se non ha ancora assunto la posizione cefalica, il bambino potrebbe girarsi a testa in giù proprio in questi giorni.

Gli esami da eseguire

Oltre all’ecografia del terzo trimestre, in questo periodo è bene tenere sotto controllo glicemia (per scongiurare il diabete gestazionale) e la pressione sanguigna, così come le urine per la presenza di proteinuria.

Con gli esami del sangue è bene anche inserire, oltre all’emocromo completo, quelli per epatite B e C e HIV.

Oltre a tutto questo, i genitori dovrebbero partecipare al corso preparto e la partoriente dovrebbe preparare il suo perineo alla nascita: attraverso un massaggio specifico con olio dedicato, infatti, la mamma può rafforzare i muscoli tra l’ano e la vulva in modo che il trauma subìto durante il parto sia più lieve e così che questi muscoli possano tornare alla forma di un tempo più in fretta (evitando anche, spesso, l’episiotomia).

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