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La fecondazione assistita, tutto ciò che c’è da sapere

La fecondazione assistita è una tecnica che permette a molte coppie di diventare genitori anche quando alcuni problemi di infertilità rendono la cosa difficile, se non impossibile. In realtà, però, la “tecnica” non è solo una: sono vari i metodi che ormai possono essere utilizzati e che a seconda della situazione il medico può indicare alla coppia.

Ecco come funzionano e quali scegliere.

La fecondazione assistita, tutto ciò che c’è da sapere: le tecniche, i costi e quale si adatta meglio alla propria situazione

Quando ricorrere alla fecondazione assistita

Innanzitutto, è bene sapere che la ricerca di una gravidanza non è immediata e semplice come solitamente si crede. Il concepimento ha, ad ogni ovulazione, solo il 25% di avvenire, ed è perciò assolutamente normale che una coppia impieghi qualche mese prima che la donna resti incinta.

Detto questo, dopo un anno di tentativi a vuoto, è bene che la donna e l’uomo si sottopongano agli esami della fertilità. Le motivazioni della difficoltà ad avere un figlio possono infatti essere svariate e più o meno risolvibili. Possono esserci squilibri ormonali, malformazioni, un’infertilità generica, spermiogrammi che evidenziano spermatozooi più lenti del normale… A seconda della situazione il medico saprà indirizzare verso le operazioni o le terapie più adatte (e qui si parla di un generico “procreazione medicalmente assistita”, dal momento che si cerca di aiutare la procreazione). Tra queste, vi è la fecondazione assistita.

Come funziona l’inseminazione artificiale

La fecondazione assistita è un’operazione in più fasi attraverso la quale i medici favoriscono l’incontro dell’ovulo con gli spermatozoi e dunque la sua fecondazione. Se lo sperma è ottimale, si procede con l’inseminazione artificiale o intrauterina, ovvero con l’inserimento meccanico dello sperma nell’utero della donna, dopo aver monitorato attentamente il ciclo mestruale definendo esattamente il momento dell’ovulazione. Se necessario, i medici possono anche stimolare l’ovulazione attraverso dei farmaci.

In Italia è possibile ricorrere all’inseminazione omologa, ovvero con ovuli e sperma della coppia in terapia, e a quella eterologa (ovvero con cellule provenienti da un donatore esterno, sia ovuli che sperma) in caso di effettiva sterilità di uno dei due individui.

Se lo sperma del futuro padre, invece, è più lento e non è possibile scegliere l’inseminazione eterologa, o se sono presenti problemi più gravi nell’apparato della donna (come l’enometriosi o altre patologie) sarà necessario ricorrere alla fecondazione in vitro.

Come funziona la fecondazione in vitro 

A differenza dell’inseminazione artificiale, che prevede l’inserimento dello sperma nell’utero per favorire l’incontro tra le cellule, la fecondazione in vitro prevede l’unione in laboratorio della cellula uovo e dello spermatozoo. L’ovulo viene così fecondato (con il “concepimento” che avviene appunto in vitro) e inserito poi nell’utero.

La FIVET, la tecnica più conosciuta, avviene appunto con l’embrione concepito in vitro (dopo averlo fatto maturare attraverso l’assunzione di ormoni e dopo averlo “prelevato” nei giorni dell’ovulazione) e poi impiantato nell’utero. Tendenzialmente questa tecnica ha circa il 40-60% di probabilità di successo.

La ICSI si differenzia invece dalla FIVET perché, per ovviare al problema di spermatozoi particolarmente lenti, l’embrione fecondato si ottiene iniettando lo spermatozoo direttamente nell’ovulo. Dopodiché, verrà impiantato nell’utero allo stesso modo che con la FIVET.

I costi dell’inseminazione e della fecondazione in vitro

In Italia i costi variano naturalmente di struttura in struttura, nonché in base al tipo di operazione, di farmaci e di assistenza necessaria. Suppergiù, tuttavia, l’inseminazione artificiale privata costa circa 700-800 euro a tentativo (nel caso di inseminazione omologa).

Per quanto riguarda la fecondazione in vitro i suoi costi vanno dai 2000 euro in su, salendo anche in base alle stimolazioni, ai farmaci, alla conservazione degli embrioni e degli ovuli e in base alla donazione o meno del seme e degli ovuli.

Pubblicamente, ovvero attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, i costi si abbassano ma le lista d’attesa si allungano.

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