La carenza di ferro in gravidanza

Il ferro è un minerale fondamentale per il corpo umano, che diventa ancor più importante durante la gravidanza, periodo durante il quale il corpo della mamma non solo ne ha più bisogno a causa delle modificazioni organiche, ma lo richiede anche per far crescere al meglio il bambino che porta in grembo.

Ecco dunque la sua importanza spiegata passo passo, i segnali per riconoscerne una carenza e come integrarlo attraverso una corretta dieta naturale.

La carenza di ferro in gravidanza: perché il ferro è importante durante la gestazione e come ottenerlo tramite l’alimentazione corretta

L’importanza del ferro in gravidanza

Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di ferro cambia e sale a 30 mg rispetto ai periodi “normali” della vita (durante i quali bastano 15-18 mg). Soprattutto negli ultimi due trimestri, questo fabbisogno è importante poiché il volume del sangue in gravidanza cambia, di pari passo con l’aumento della richiesta metabolica da parte dell’organismo.

La carenza di ferro durante la gestazione

Se, in generale, la donna non ha mai sofferto di carenza di ferro e ha, prima del concepimento, fatto la “scorta” di questo elemento, non dovrebbero esserci problemi. Detto questo, spesso capita che le riserve non bastino, terminando ad un certo punto della gravidanza, tra la dodicesima e la ventiquattresima settimana. 

Il rischio, in questo caso, è di incorrere nell’anemia sideropenica, causata appunto dalla carenza di ferro. I sintomi sono stanchezza, tachicardia e pallore, poiché il ferro è un elemento fondamentale per l’ossigenazione dei tessuti.

A quel punto, la donna in gravidanza dovrà assumere un’integrazione (sotto consiglio e controllo del medico) oppure, meglio ancora, cercare di integrare nella propria dieta gli alimenti più ricchi di ferro (sia bivalente – “non eme” – sia trivalente – “eme”). 

Gli alimenti ricchi di ferro

La carne e il pesce contengono ferro bivalente e trivalente, mentre le verdure e la frutta sono fonti di ferro solamente non eme, che è la forma di ferro più difficile da assumere e integrare. Ecco perché, nei casi di carenza di ferro, è bene puntare su un’alimentazione ricca di frutta e verdura fresche.

Il ferro è contenuto in grandi quantità nella carne bovina e in quella di cavallo, negli spinaci, nell’indivia, nei legumi, nei cereali integrali, nei broccoli verdi, nei carciofi, nella rucola e nel cicorino (o radicchio verde). Per far sì che questo ferro venga assimilato al meglio, tuttavia, bisogna abbinare questi cibi ad altri alimenti ricchi di vitamina C (come gli agrumi), vitamina A (come quella della frutta e verdura arancioni – pesche, meloni o zucche – e nel tuorlo) e acido lattico (lo yogurt).

Da evitare nello stesso pasto, invece, sono il caffè, il vino, il cioccolato, le bietole e le mandorle, che contengono elementi che ostacolano l’assorbimento del ferro.

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