I modi per favorire il bonding, il legame tra bebè e genitori

Il “bonding” è il legame istintivo che scorre tra un neonato e i suoi genitori a partire dal momento della nascita. Istintivo, sì, ma da coltivare. Perché pur essendo un legame naturale, ha bisogno di essere cullato e allenato per rafforzarsi e dare benefici.

Ecco dunque cos’è il bonding neonatale, come nasce e come favorirlo.

I modi per favorire il bonding, il legame tra bebè e genitori: come rendere il legame neonatale ancora più forte

Il bonding

Il bonding è il legame che scorre tra una mamma e il suo bambino, ma anche tra un genitore che non ha portato il bebè nella pancia e suo figlio. È un legame forte e speciale che nasce nelle prime ore dopo il parto o durante la conoscenza e che si sviluppa a partire dagli odori, dagli sguardi, dai suoni, dai gusti e dal tocco. Nasce, quindi, dalla sensorialità, è aiutato dagli ormoni e durerà per tutta la vita.

Questo legame è naturale, ma è anche un processo ed è dunque graduale. Comincia a svilupparsi nella pancia, si acuisce al momento del parto e continua a formarsi nei periodi successivi.

Il contatto pelle a pelle

Per favorire questo legame fondamentale è il contatto pelle a pelle. Perché? Per una serie di motivazioni organiche che comprendono la forza della sensorialità. L’olfatto e il tatto, infatti, aumentano di moltissimo le sensazioni piacevoli di sicurezza nel bambino e risvegliano in lui l’istinto di conoscenza. Il riconoscimento, infatti, è fondamentale per il legame e passa anche da questo contatto skin to skin.

Ecco perché anche i papà, le partner o i genitori in generale dovrebbero fin dai primi momenti cullare a petto nudo i loro bambini, ed ecco perché anche in caso di adozione le coccole pelle a pelle sono molto consigliate.

Soprattutto, però, è nelle prime ore dopo il parto che il contatto pelle a pelle avrà maggiori benefici, poiché nella prima mezz’ora la mamma continua a produrre ossitocina, fino a raggiungere il picco di questo ormone che è fondamentale per i legami affettivi.

Gli altri modi per favorire il bonding

Il legame mamma-bebè o papà-bebè comincia tuttavia a formarsi ancora nel pancione. Ecco perché sia la mamma sia chi sta fuori possono e devono cominciare a creare questo bonding, innanzitutto parlando al bambino, coccolando la pancia e facendosi sentire. 

Dopodiché, una volta nato, oltre al contatto pelle a pelle ci sono alcuni gesti che favoriscono il rapporto. Il primo è lo sguardo. Guardarsi negli occhi, in generale, è un metodo speciale per legare, per conoscersi e per stabilire un contatto profondo. Anche se non viene istintivo, dunque, è bene cercare di guardarsi negli occhi, soprattutto quando ci si sta prendendo cura del bebè.

Anche le coccole sono fondamentali, e guai a pensare di “viziare” i bambini: cullarli e tenerli in braccio non è altro che una risposta a un loro bisogno primario e vitale, e coccolarli e stringerli è un modo potentissimo per legare. Così come la cura nella sua interezza: rispondere al pianto del bambino cercando di porre fine al suo fastidio (nutrendolo, cambiandolo o facendo ciò di cui ha bisogno) significa anche mostrargli e dimostrargli di “esserci”, di potersi fidare e di poter legare in maniera duratura.

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