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I BENEFICI DI UN CORRETTO BABYWEARING

Pubbliredazionale

Prima di ogni cosa, “portare” mio figlio è stata una forma di abbraccio intimo e rassicurante. Un abbraccio che recava benefici a entrambi. Al mio bimbo, che si rilassava appagato fino ad addormentarsi, cullato dal battito del mio cuore e dal mio movimento. A me, che mi sentivo madre nel proteggerlo e nel godere della sua vicinanza. 

Portando ho imparato ad abbracciare e soprattutto a lasciarmi abbracciare. 

Portare accompagna dolcemente dalla pancia al mondo 

Nella pancia della mamma un bambino se la passa decisamente bene: amore, contenimento, calore, movimento e nutrimento. Che cosa si può volere di più dalla vita? E’ quindi importante cercare di rendere il più “morbido” possibile per un neonato l’ingresso nel mondo, ora che non gode più di quelle sensazioni che viveva quando era ben protetto nel corpo della mamma. 

Se ci pensate, un’altra cosa alla quale i bambini si devono subito abituare è la mancanza di suoni e di movimento. All’interno del pancione, è tutto uno swing: il battito del cuore della mamma, la sua voce (la sentono, sì!), il dondolio ritmico dei suoi organi interni, il suo movimento. 

In un battibaleno, subito dopo la nascita (che per il neonato è già un bello stress), si passa a uno stato di prevalente staticità: lettino/culla/lettino. 

In una fascia il bambino si riappropria di quel ritmo e di quel movimento. È vicino al cuore della mamma e ne sente il battito, avverte il suo calore e il suo odore. In braccio si sente sicuro, ritrova vicino al corpo della madre un ambiente familiare. Il sentirsi al sicuro rassicura. 

È provato che il bambino che non si sente protetto entra in uno stato di stress, cosa che accade in misura notevolmente inferiore se è a contatto con il corpo della madre. Lì vicino può essere da lei nutrito (self service milk, se è allattato), cullato dal suo movimento e dal suo stesso respiro. 

Il falso mito dell’indipendenza 

Nelle culture occidentali si pensa che per rendere il bambino indipendente sia importante abituarlo da neonato a stare solo. Niente di più falso: è la vicinanza dei genitori che rende il bambino più sicuro e, crescendo, più indipendente. 

Guardiamo il mondo insieme, dalla stessa prospettiva 

Quando è portato, un bebè sta a livello degli occhi e della voce del portatore, con lui osserva la realtà che lo circonda. In questo modo sviluppa più velocemente la conoscenza del mondo e delle sue interazioni. Inoltre, essendo ad altezza bacio, già da piccolissimo riesce a vedere i tratti della mamma e impara a riconoscerli più velocemente.  Tutte queste azioni sono stimoli, che il bambino recepisce in modo naturale.

Se ci fate caso, quando un bambino è nella carrozzina, a meno che non stia dormendo, richiede attenzione. Perché fondamentalmente, oltre al fatto di essere distante da voi, si annoia. Per noi mamme è faticoso e stressante intrattenerli interrompendo le nostre attività. 

Anziché dover scegliere tra stare con nostro figlio e sbrigare faccende (cosa che può indurci a isolarci e anche a deprimerci), portare i bambini offre una terza opzione: fare le cose che dobbiamo e vogliamo, e contemporaneamente soddisfare il bambino con la nostra vicinanza

Portando vostro figlio, quello che state facendo diventerà una sua fonte di curiosità e d’interesseNon chiederà più di essere costantemente al centro dell’attenzione. 

A quelli che storcono il naso quando vedono una mamma portare un bimbo in fascia e con fare giudicante accusano di viziarlo, ribatto che proprio in questo modo si evita una vita bambinocentrica. Accompagnandoci nella nostra vita, il bebè non richiede costantemente attenzione. Inoltre, facendo il pieno di stimoli, apprende; quindi non lo sto viziando, sia chiaro, mi sto prendendo cura di lui.

Non solo, aggiungo pure che così facendo il bambino sarà più attivo intellettivamente, consumerà più energia e a fine giornata si addormenterà con maggiore facilità. E anche di questo beneficeremo tutti. Vicini di casa inclusi. 

Portare migliora lo sviluppo fisico 

Portare è la prima forma di fitness per il vostro bebè: gli permette di sviluppare meglio il suo corpo, d’imparare a coordinarsi per stare in equilibrio, lo aiuta a contrastare i fastidiosi effetti di una cattiva digestione e allevia il dolore delle coliche. 

Le capacità motorie vengono così ben sollecitate. 

In questo modo scaricano, inoltre, l’energia corporea in maniera naturale e con gradualità, senza quegli scatti che caratterizzano il bambino che sta tanto immobile in culla (stringe i pugni, scalcia e ha altre manifestazioni di stizza). 

Portare rinforza la fiducia del genitore 

Più tranquilli siete come genitori, più potete godervi con serenità vostro figlio. Egli respirerà tranquillità e voi assorbirete la sua, in un sorprendente circolo virtuoso. 

Portare può contrastare il reflusso 

Portare aiuta molto anche in caso di reflusso gastroesofageo (RGE). Come ben spiegano i medici dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, il reflusso è un fenomeno molto comune nell’età infantile. È determinato dal rilassamento di un anello muscolare che normalmente si chiude quando lo stomaco, ripieno di cibo, si contrae. 

In seguito alla mancata o incompleta chiusura si determina un ritorno all’indietro del materiale ingerito, quindi il reflusso. In un buon numero di casi, più che una malattia costituisce un evento normale anche se molto spiacevole. 

Alcuni bambini rigurgitano spesso, e la posizione verticale può evitare le risalite di acidità, per la gioia loro e dei nostri vestiti! 

Portare aiuta i fratellini e le sorelline ad accettare il nuovo arrivato 

Portare il bambino vi aiuterà anche a liberarvi dal senso d’insicurezza che all’inizio tutti i genitori possono avere. Più il bambino sta vicino a voi, più imparerete a conoscervi reciprocamente. 

Interpreterete con maggiore facilità le richieste e i bisogni della creatura aumentando la vostra fiducia personale come genitori, senza dovervi de- streggiare tra i mille consigli, spesso discordanti, di amici, parenti e affini. 

Imparerete a capire da piccoli segnali, e poi addirittura ad anticipare, i bisogni del bebè: non dovrete trasformarvi in chiromanti per capire se quel pianto significa pappa, cacca o colichetta… 


Sondaggio: trai beneficio emotivamente quando porti il tuo bebé? 

Il 95% del campione dichiara di trarne beneficio (1098/1321 tot rispondenti). I termini, associati al tema della domanda, che compaiono più frequentemente nelle risposte aperte sono: felicità, serenità, gioia, empatia, coccola, appagamento. Il restante 5% ha risposto no, non so o non ri- spondo. 

Sì — 95% | No/Non so/Non rispondo — 5% 


Babywearing e depressione post-partum 

Può accadere che stare vicino a un neonato, anche se è il proprio figlio, crei disagio. Esistono casi frequenti, nonostante non se ne parli molto, di forte malessere che assale la neo-mamma subito dopo il parto. Il senso di vuoto e il desiderio di distacco prendono il sopravvento. Non siamo dei mostri se accade. Quando questo stato provoca molta sofferenza, non c’è niente di male nell’affidarsi a degli specialisti che possono dare un valido sostegno psicologico. 

Il babywearing, in alcuni casi, è uno degli strumenti utilizzati per curare la depressione post partum

Il contatto fisico aiuta, infatti, l’adulto a entrare intimamente in contatto emotivo con il bambino. Ed è tanto più efficace nei casi in cui l’adulto non abbia sperimentato nella propria infanzia una relazione affettiva sicura con i genitori. Portare, con la conseguente vicinanza fisica ed emotiva, può stimolare e aumentare nella mamma l’ormone della prolattina a tutto vantaggio di un allattamento sereno per lei e di maggiori scorpacciate per il piccolino.
Le mamme che lavorano riescono, portando il proprio bambino, a rientrare più facilmente in intimità con lui una volta tornate a casa.
Lo stesso vale per i papà, che spesso più delle mamme sono per lunghi periodi fuori casa.
Non dimentichiamo che ciò funziona anche con tate e nonni, preziose presenze nella vita di un bambino. 

Portare, in serenità 

Sia chiaro, il babywearing non è la panacea di tutti i mali.
Abbiamo visto come la mamma (e non dimentichiamoci, anche il papà!) sia un amorevole conduttore di calore, senso di protezione, amore.  È quindi molto importante che sia serena, per trasmettere serenità al proprio bambino. In caso contrario, si corre il rischio che possa venir trasmesso anche il senso di disagio. 

Una donna vive un momento bellissimo ma molto delicato, dove fragilità e stress possono minare l’equilibrio. 

Il partner può fare molto; i genitori, la famiglia e le persone care sono fondamentali per colmare il senso di disagio che può minare il benessere personale. 

Quando il buio inizia ad essere più forte della luce, è il momento di affidarsi a un buon terapeuta, che può aiutare a far riprendere in mano la propria vita. 

Portare diminuisce il pianto (evviva!) 

Un bambino piccolo solitamente piange quando ha paura, non sta bene, ha fame o ha sonno. Quando, cioè, i suoi principali bisogni non sono soddisfatti. 

In un portabebè (sempre che la causa del pianto non sia il dolore acuto), sentendosi rassicurato e a contatto con il corpo e l’odore del proprio genitore, un bimbo è appagato e tende a rilassarsi. E spesso il sonno arriva come per magia! 

La vicinanza del genitore protegge inoltre dalla sovra stimolazione, causa frequente di pianto. Ogni cosa è nuova per un bimbo appena nato. Immaginate di essere piccoli piccoli e di assistere da soli a una brusca frenata di macchina (magari con tanto di strombazzamento di clacson), a una conversazione animata tra due persone al telefono, a un’ambulanza che improvvisamente accende le sirene. Pensate al boato di un tuono. Inoltre, anche in assenza di queste condizioni, il fatto stesso di non essere più nella pancia è di per sé un’esperienza nuova, fonte di grande stimolazione. Quando un bambino viene portato, ha come filtro il genitore, il suo sguardo, il suo odore. Questa familiarità di sensazioni fa da schermo alla quantità di input che riceve dall’esterno. Un bambino portato, quindi protetto e soddisfatto, avrà meno motivi per piangere. 

Portare rende la vita di tutti i giorni più facile 

I bisogni dei bambini sono importanti, e su questo non ci piove. Ma il rischio, tra il trambusto generale, novità e senso d’inadeguatezza, è diventare bambinocentrici nel senso non positivo del termine.
Facendo così, rischiamo di mettere in pericolo il nostro benessere, e come può un genitore non sereno trasmettere quell’armonia necessaria per la crescita amorevole di un bambino? 

Non vanno quindi trascurati i bisogni delle mamme (e dei papà). Ammettiamolo: crescere un figlio, sebbene sia l’esperienza più appagante nella vita di un essere umano, può rivelarsi estremamente faticoso. 

C’è bisogno d’aiuto. C’è bisogno di persone care accanto, di professionisti che ci ascoltino e rassicurino (quando il senso d’inadeguatezza, l’ansia e la paura prendono il sopravvento e il rischio di depressione è dietro l’angolo). C’è bisogno di nuova conoscenza, e anche di nuovi strumenti

Ci viene fatto credere che tutto sia fondamentale: nella debolezza si cede, e così può accadere che ci riempiamo di cose (il più delle volte inutili) per sopperire a delle insicurezze. Spesso però accade che le cose ci allontanino dalla realtà, anziché aiutarci. 

Le cose necessarie sono veramente poche. Una fascia (o un marsupio) è una di queste. 

Vivo a Milano e quando il mio bimbo era piccolo ho viaggiato molto per lavoro. Neonato e viaggi: un binomio impensabile se avessi dovuto contare solo su un passeggino (sacrosanto in certe occasioni, non buttatelo in preda a un raptus!). 

Negli anni in cui ho portato, ho scritto al computer con il mio bimbo addormentato in una fascia sulla schiena (che invece nel lettino si svegliava ogni due per tre, magari con le coliche). Sono andata a fare la spesa, con lui nel Mei Tai che guardava curioso il mondo rassicurato dalla mia presenza (e io appesantita dai sacchetti del supermercato). Sono salita agevolmente sul tram (come sali con il passeggino, se non trovi dei boy-scout che non si sono ancora bruciati la loro buona azione quotidiana?). 

Sono andata in quel piccolo surrogato di natura, il parchetto, del quale ci dobbiamo accontentare vivendo in una grande città, senza frullare e incastrare le ruote del passeggino sul pavé, magari proprio quando stai attraversando la strada. 

Ho fatto delle bellissime passeggiate con lui nella fascia. E le ha fatte anche il suo papà, godendosi la campagna e facendo sentire i profumi dei fiori a nostro figlio. 

Non ho rinunciato a vedere le amiche, magari a un aperitivo quando, pur non avendo quasi più forze, sentivo che stare isolata in casa non mi avrebbe fatto bene. 

Una mamma contenta è più disponibile e presente emotivamente. 

Ho preso tanti aerei per andare anche molto lontano, perché il lavoro lo richiedeva. Un trolley da trascinare in una mano, la borsa nell’altra. 

E mio figlio beato vicino a me. Io distrutta, ma felice vicino a lui. 

Portare è comodo! 

Hai mai provato a mettere in borsa un passeggino?
Camminare tra la folla portando un bambino è sicuramente più agile che con un passeggino, e una gita in montagna è sicuramente più semplice. 

È bello riprendere la vita di tutti i giorni con un neonato. 

Portare aiuta a regolare il giorno e la notte (per la gioia di mamma e papà) 

Quando un bebè è nella pancia, riconosce il giorno e la notte dall’assenza/presenza di movimento associato ai ritmi di vita della mamma. 

A volte succede che i bambini invertano il giorno con la notte. In assenza di altre problematiche, ciò può dipendere dal fatto che, rimanendo per ore fermi in una carrozzina, perdano quell’associazione movimento = giorno/ immobilità = notte che avevano nella pancia della mamma. In questi casi essere portato il più possibile di giorno e dormire accanto alla mamma di notte può aiutare a ripristinare il ritmo e l’alternanza giorno/notte. 

Ammettiamolo, la poesia della nascita (e la sanità mentale dei genitori) può essere messa a repentaglio dalla continua mancanza di sonno. Quindi urge attivarsi il prima possibile. 

www.mhug.it

Tratto da “Lasciati abbracciare” di Licia Negri, ed Trevisini: https://www.amazon.it/Lasciati-abbracciare-Babywearing-benefici-istruzioni/dp/8869530523/ref=sr_1_1?crid=I0VWX9FSFZ9N&dchild=1&keywords=lasciati+abbracciare&qid=1618580980&sprefix=lasciati+abbracc%2Caps%2C163&sr=8-1, Illustrazioni di Daniela Tognotti

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